Nacchere o Gnacchere

 

nacchere - tradizione marchigiana - Danilo donninelli (1)

Foto Chi Sca

Nella regione Marche, come in altre zone d’Italia, l’uso delle nacchere è ormai pratica consolidata per accompagnare i balli e le musiche tradizionali. Le nacchere rappresentano nella loro semplicità un vero e proprio strumento musicale appartenente alla famiglia degli idiofoni.

nacchere - tradizione marchigiana - Danilo donninelli (6)

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Antichi esemplari ritrovati in diverse aree del mediterraneo si sono evolute fino a trovare la più articolata evoluzione tecnica di utilizzo nella penisola Iberica. Il termine castañuelas (vocabolo per indicare le nacchere spagnole) trova origine dal castagno, albero il cui legno veniva, e viene utilizzato per la loro fabbricazione. Altri legni impiegati possono essere il palissandro, l’ebano, il rovere, l’olivo, dunque legno di particolare durezza che conferisce allo strumento il caratteristico suono forte ed incisivo.

In Italia le nacchere, dette anche castagnette, si possono incontrare in quest’ultima accezione principalmente nelle tarantelle, dove i ballerini le utilizzano a coppia per accompagnare ed arricchire le forme coreutiche. Alcuni esempi rappresentativi sono le Tammuriate Campane e le Tarantelle del Gargano.

Nelle nostra regione le nacchere diventano “singolari” sia per la modalità di utilizzo sia per il numero impiegato. In questo senso lo strumento, non più a coppia, viene suonato solo dai musicisti-canterini per accompagnare le diverse melodie.

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Come si suonano le nacchere?

 

Un’unica nacchera viene dunque mantenuta per mezzo di un cordino sulla mano sinistra e pizzicata con alcune dita della mano destra. Le modalità di presa e dunque di tecnica possono variare sensibilmente in funzione dell’abilità dei suonatori e delle zone geografiche intteressate.

 

In linea con la varietà delle espressioni artigianali esistono tipi di nacchere con forme, legni e caratteristiche completamente diverse. A tale proposito è impossibile incontrare strumenti identici perché anche la differenza di pochi millimetri conferisce un risultato sonoro estremamente diverso.

 

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Danilo Donninelli