Istanze musicoterapiche

Come nasce un organetto per la Musicoterapia

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Organetto per Musicoterapia

Il nuovo organetto nasce durante gli studi del corso quadriennale (2007-2010) di musicoterapia presso l’istituto Pro-Civitate Cristiana di Assisi (PG) per poi diventare oggetto di tesi finale.

Nel periodo dedicato all’attività di tirocinio ho avuto la possibilità di progettare e sperimentare uno speciale organetto diatonico realizzato dagli artigiani dall’industria di fisarmoniche Castagnari di Recanati (AN) che sin da subito hanno sposato il progetto.

Questa esperienza prende forma da uno studio condotto sugli strumenti musicali tipici della cultura popolare e tradizionale italiana.

La maggior parte di questi mediatori sonori sono molto intuitivi e quindi utilizzabili anche da persone che non hanno avuto una formazione specifica in ambito musicale.

Il loro facile impiego non corrisponde però a modesti risultati estetici; al contrario, il continuo passaggio tra diverse generazioni secondo pratiche di rivisitazione ne rappresenta la prova più evidente. A tale proposito, basandomi sulla mia attitudine musicale per i strumenti a mantice, mi sono posto l’obiettivo di utilizzare uno strumento non comune all’esperienza scientifica musicoterapica italiana ed europea. Il percorso di ricerca è iniziato sul campo direttamente nelle strutture riabilitative in cui ho svolto il periodo di formazione pratica previsto dal corso di musicoterapia.

Prima fase della costruzione dell’organetto

La prima fase è stata quella di individuare gli ospiti che avevano i prerequisiti minimi atti all’utilizzo dello strumento. Sin da subito l’introduzione di un normale organetto diatonico (8 bassi) in campo terapeutico ha dato prova delle sue potenzialità e dei suoi limiti. Ecco dunque che per ridurre gli ultimi e verificare i primi, è nata l’esigenza di adattare e riplasmare lo strumento per renderlo altro senza intaccare la sua anima.

Dopo un lungo periodo di pratica e osservazione sono arrivato alla fase di progettazione.

Le istanze e i principi che hanno determinato le caratteristiche tecniche sono state le seguenti:

  • facilità di utilizzo per soggetti con limitazioni fisiche importanti
  • riduzione a zero della possibilità di errori di carattere musicale
  • sicurezza nell’utilizzo
  • elevata qualità timbrica
  • elevata qualità dei materiali impiegati
  • leggerezza e facilità di trasporto

 

Gli stati di apertura e di chiusura del mantice (il fuori e il dentro) rappresentano insieme un esempio tipico delle antiche dicotomie che caratterizzano l’esistenza umana.

L’idea è stata dunque quella di concepire uno strumento musicale utilizzabile da un numero più ampio possibile di beneficiari che si trovano a vivere deficit sia psichici che fisici.

Nonostante la semplicità dello strumento questo nuovo organetto è in grado di offrire un risultato estetico musicale estremamente interessante e sicuro. Non ultima la potenza timbrica tipica degli aerofoni.

Il ruolo del Mantice

La ricerca ha inoltre evidenziato il potere terapeutico svolto dall’azione del mantice. In tal senso, l’antico e vitale soffietto, consente di rinforzare visivamente il gesto sonoro compiuto sullo strumento. l’Io e l’altro rappresentano dunque i punti dell’incontro e della terapia: l’organetto diventa uno strumento che ha la capacità di integrare chi lo utilizza ad altri soggetti, ampliando così le possibilità comunicative e relazionali.

 

Su questi principi si basa il “Festival della musica impossibile” organizzato dal “Centro E. Bignamini”, Fondazione Gnocchi (Falconara Marittima, AN). Info: www.musicaimpossibile.it

Questa manifestazione è rivolta a coloro che, in situazione di disabilità, hanno compiuto un percorso di formazione musicale e vogliono condividerlo in un momento pubblico.

Il festival, giunto ormai alla V edizione, ha contribuito alla divulgazione del nuovo organetto nelle realtà con bisogni educativi specifici.

Nelle ultime edizioni infatti, i due gruppi che si sono più distinti nelle performance musicali hanno ricevuto come premio organetti donati dalla ditta Castagnari.

Queste due realtà situate nel Lazio e in Campania stanno conducendo nuove sperimentazioni che mirano ad ampliare ed affinare le possibilità terapeutiche dell’organetto. In linea con i progetti di ricerca e con le continue istanze terapeutiche il mio lavoro consiste nell’apportare e sperimentare nuove soluzioni capaci di estendere sempre più l’utilizzo dell’organetto in ambito musicoterapico.