Caratteristiche tecniche

Caratteristiche tecniche dello strumento

Organetto per musicoterapia

Organetto per Musicoterapia | Danilo Donninelli | Castagnari

Il nuovo organetto nasce dall’idea di semplificare il più possibile lo strumento partendo da un modello utilizzato in Canada denominato “Melodeon”.

In questo modo tale strumento entra a far parte di quegli strumenti aperti (come i tamburi), che si lasciano suonare facilmente senza richiedere particolari conoscenze musicali.

Come tutti gli organetti tradizionali anche questo modello è bitonico.

Attraverso la doppia azione del mantice ogni tasto produce il suono di due note diverse. Una prima caratteristica che lo rende utilizzabile in diversi contesti terapeutici è dovuta alle dimensioni contenute che ne determinano la facile trasportabilità; ma non sono da dimenticare la qualità dei materiali che rendono lo strumento compatto e resistente anche quando sottoposto a forti sollecitazioni.

L’innovazione per l’organetto per la musicoterapia più importante è stata quella di escludere completamente la tastiera del canto presente in un normale modello lasciando solo due tasti relativi ai bassi di accompagnamento che si utilizzano normalmente con la mano sinistra.

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Strumenti musicale per musicoterapia

 

Per essere ancora più chiari facendo riferimento alla foto sopra, i tasti del lato Dx sono suonati con la mano Sx e corrispondono in ordine: Tasto verde: Apertura Accordo di RE Chiusura Accordo di SOL Tasto azzurro: Apertura Basso di RE Chiusura Basso di SOL Con la mano Dx si suonano i tasti che in foto si trovano Sx e corrispondono in ordine: Tasto rosso: Apertura LA Chiusura SI Tasto giallo: Apertura DO Chiusura RE Le note RE e SOL dei bassi sono stati scelti sulla base della tonalità degli organetti più diffusi SOL/DO. Questa scelta consente di utilizzare lo strumento con un altro organetto. Nella tastiera del canto ho voluto utilizzare note capaci di offrire una minima struttura musicale in grado di dare una sensazione di continuità quasi a riprodurre una ciclicità senza trovare un’estinzione.

É proprio questa una delle caratteristiche delle musiche tradizionali. Compiono dei giri più o meno lunghi ma rimangono sempre ancorate ad un punto. Questo ipotetico centro da sicurezza e stabilità sia alla struttura musicale che a quella della danza.

La maggior parte delle danze popolari utilizzano infatti il cerchio come figura ricorrente. Le note prodotte da questo strumento non sono del tutto fisse.

É possibile infatti cambiare le ance montate nelle apposite soniere per trasformare e reinventare completamente lo strumento secondo le necessità del terapista o dei pazienti.

Ecco quindi che la scelta fatta rappresenta un punto di partenza sul quale iniziare a sperimentare le potenzialità dello strumento e studiare i benefici che esso può produrre nei soggetti che lo utilizzano.

L’idea di fondo è stata quella di creare uno strumento facilitatore, cioè capace di abbattere drasticamente il livello dell’handicap che si verrebbe a creare con un normale organetto. Per quanto riguarda i colori dei tasti la scelta è stata puramente arbitraria. I tasti di plastica sono stati ricoperti con un nastro che può essere rimosso in ogni momento con una semplice operazione, lasciando così aperta la possibilità ad altre strategie.

Per esempio, è possibile cambiare i colori, il loro ordine o ancora dividere il tasto in due colori diversi rispettando così il doppio effetto sonoro dello strumento. In questo senso la scelta è stata quella di avere meno colori possibili e facilmente individuabili per le loro caratteristiche cromatiche. Il colorare i tasti rientra in una prima strategia che mi ha permesso di lavorare con partiture informali. Non è da escludere però che ci siano altre possibilità come per esempio mutare il grado di finitura della superfice del tasto.

Come avviene infatti per il DO centrale dei bassi della fisarmonica che è fornito solitamente di un incavo ruvido che ne permette il facile riconoscimento. In questo senso si può applicare con un nastro biadesivo, un materiale diverso dalla plastica (ad esempio, quello dello strappo delle cinghie) per rendere i tasti facilmente distinguibili senza far ricorso ai cromatismi.

Adattamenti rispetto ad un Organetto Tradizionale

strumenti musicoterapia

strumenti musicoterapia

Questo adattamento può essere utile per quei soggetti che sono ipovedenti o ciechi. I tasti, come in altri strumenti simili, hanno un ruolo molto importante: determinano l’intensità e la durata del suono. Per ottenere un buon controllo di questi parametri sono stati realizzati tasti di dimensioni maggiori rispetto a quelli di un modello comune. La maggior superfice di appoggio garantisce una maggior facilità di azionamento anche con movimenti non troppo precisi o direzionati.

 

Questo accorgimento permette per esempio di estendere l’utilizzo anche a soggetti affetti a disturbi prassici a carico degli arti superiori o che presentano limitazioni finomotorie rilevanti di diversa natura eziologica. Al fine di rendere lo strumento il più versatile possibile sono stati applicati dei semplici meccanismi denominati Grani, che consentono di bloccare ciascun tasto in maniera del tutto indipendente dagli altri. Con una semplice giravite in pochi secondi è possibile ad esempio bloccare il tasto del basso (azzurro) come se fosse mantenuto premuto.

É evidente che basterà un semplice movimento del mantice per assicurare la produzione sonora. In apertura si determinerà la nota RE e in chiusura la nota SOL. In questo modo anche i pazienti con seri disturbi alla manualità potranno beneficiare della risposta sonora. Questo accorgimento si rivela estremamente interessante in quanto permette di bloccare i diversi tasti anche in funzione di diverse strategie d’utilizzo e del compito da eseguire. Un ulteriore espediente è la possibilità di adeguare le cinte laterali di cuoio che assicurano le mani allo strumento. Questi due elementi possono passare in secondo piano rispetto ad altri particolari ma in realtà è a loro che è affidata la possibilità di un controllo adeguato e confortevole.

Ecco quindi che la cinghia normalmente fissa è stata sostituita da una con lo strappo. In pochi istanti si può modificare la lunghezza in funzione delle dimensioni delle mani che dovrà ospitare. Allo stesso modo sono stati presi accorgimenti per le tracolle che consentono di indossare lo strumento.

Normalmente le due cinghie sono fissate nel corpo che ospita la tastiera del canto, mentre nel nuovo strumento i supporti di fissaggio sono posti anche nella parte della cassa che ospita i bassi. Questo tipo di innovazione permette di mantenere centrato lo strumento rispetto al busto di chi lo utilizza. A differenza di un normale organetto il movimento del mantice e quindi la produzione del suono avvengono utilizzando entrambi gli arti sia in apertura che in chiusura. L’utilizzo delle tracolle che possono essere regolate e collegate tra di loro mediante un apposito registro consentono di assicurare lo strumento alla persona. In questo modo l’organetto può essere utilizzato anche da persone che non hanno un sufficiente controllo del busto.

Questo tipo di imbracatura permette inoltre un utilizzo che si estende alle diverse possibilità posturali dei pazienti. Lo strumento infatti può esser utilizzato sia in piedi che seduto o addirittura in movimento. Data la presenza dei 4 supporti di fissaggio cinghia, l’organetto acquista un’altra peculiarità.

Questa consiste nella possibilità di rovesciare lo strumento e utilizzarlo al contrario senza compromettere il suo funzionamento. Potrebbe esser infatti necessario in alcuni soggetti andare ad utilizzare un arto piuttosto che l’altro. Penso in questo senso a tutte quelle persone che sono state colpite da ischemie che hanno determinato riduzioni parziali a carico di un emilato controlaterale all’emisfero interessato.

Il girare lo strumento può essere funzionale anche per quelle persone senza nessuna difficoltà. L’utilizzo delle tracolle non è comunque sempre necessario. Il nuovo organetto nonostante sia realizzato in legno massello di noce pesa circa 2 kg. Questo significa che può essere sostenuto anche senza le tracolle, utilizzando soltanto le mani.

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Utilizzo dell’organetto in musicoterapia

Un ulteriore dettaglio di questo nuovo strumento è il tasto che consente di azionare una valvola dell’aria posto nella parte posteriore della cassa dei bassi. Questo tasto se premuto consente di aprire o chiudere il mantice senza produrre alcun suono.

L’aria ha in questo modo la possibilità di uscire senza passare per le soniere che ospitano le ance. L’effetto sonoro che si produce è simile a quello del vento o delle onde del mare.

Dalle varie esperienze effettuate con questo strumento ho constatato che il defluire dell’aria crea un’esperienza molto interessante per alcuni soggetti.

Non è raro osservare come il tasto dell’aria sia utilizzato ripetutamente in maniera volontaria soprattutto nelle fasi di scoperta dello strumento. Questo tipo di sonorità può esser infatti utile in attività in cui si utilizzano strumenti che riproducono suoni onomatopeici come ad esempio: spring drum, ocean drum, bastone della pioggia ecc

Tutti questi strumenti possono trovare ampio impiego nel descrittivismo sonoro presente in molte fiabe musicali. Non è da dimenticare che l’effetto dell’aria è molto simile a quello dell’inspirazione e dell’espirazione dei polmoni. Ecco dunque che si presenta la possibilità di utilizzare questo espediente per controllare e regolarizzare il respiro in certi pazienti che presentano questo tipo di problematiche dovute per esempio a stati di agitazione motoria come nei disturbi di ipercinesia.

Danilo Donninelli

Danilo Donninelli e Massimo Castagnari